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Neri Pozza non è morto

... e nella tomba ha lasciato un messaggio

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Autore: Giulio Ardinghi
Autore: Stefano Ferrio
Introduzione Antonio Stefani

ISBN: 978-88-6099-200-0
Pagine: 128
Formato: 14 x 21 cm
Anno: 2013
Anteprima: non disponibile

Descrizione prodotto

“Dica, professore.”
Ci sono dei notturni autunnali in cui Vicenza si traveste davvero da necropoli. Ecco: è lì che Giulio Ardinghi incontra Neri Pozza. In giro non si vede anima viva, ma quella di Neri Pozza lo è. Almeno fino al sorgere dell’alba, poi chissà.
C’è dunque tempo per una passeggiata attraverso il centro, durante la quale Ardinghi fa il suo mestiere, quello del giornalista che ha – chissà come – ottenuto licenza d’intervista al caro estinto e figurarsi se Pozza si sottrae, dato che l’argomento è Vicenza.
Pare di stare dentro a una di quelle dimensioni oniriche, sospese tra il di qua e il di là, in cui ama fluttuare la prosa di Parise. Compresi certi stridori, incluse certe iperboli, i paradossi capricciosi. Solo che, appunto, il tema è concretissimo: qui si soffia su braci appena celate da uno strato di cenere e pronte a riaccendersi in un fuoco crepitante, in violenti sbuffi di faville memorialistiche.
Cosa ne viene fuori? Che Neri Pozza è stato uno che suonava la musica giusta nel posto sbagliato. Uno che stampava libri – e che libri – mentre i concittadini erano impegnati in tutti gli affari possibili tranne il suo. E lo ritenevano, magari con forzoso rispetto, un “rustego” di stampo goldoniano, un utopista con la fissa dell’arte e degli artisti, uno che voleva impartire lezioni di educazione civica e politica senza essere né democristiano né comunista e nemmeno socialista.
Eppure lui sapeva – dimostrandolo ampiamente – che di cultura si può vivere. E che senza cultura non vai da nessuna parte, che non costruisci nemmeno un capannone nel modo giusto, e così può persino accadere che, nella Città del Palladio, l’unica chiesa palladiana sia ridotta a magazzino.
Dentro gli uffici della sua casa editrice, il “professore” pareva il comandante d’un Fort Apache in perenne stato d’assedio. Battagliero, rude nell’impartire ordini, pronto a stramaledire quel Settimo Cavalleggeri che non arrivava mai. Ma anche così, senza aiuti o soccorsi, combatteva la sua battaglia quotidiana e intanto, alla faccia di coloro che non avevano né avrebbero mai messo il naso oltre Porta Castello o Ponte degli Angeli, parlava col resto del mondo. Da autentico “self-made man” capacissimo pure di anticipare una qualità oggi ritenuta indispensabile ed eccellente: l’essere “glocal”, cioè tenere assieme la dimensione locale e quella globale. E poi, attenzione: le sue solenni rampogne sulle mediocrità (o peggio) dei maggiorenti municipali nascevano dalle ferite d’amore provate per la “sua” città. Che non volle mai abbandonare, nonostante tutto.  Antonio Stefani

GIULIO ARDINGHI è un giornalista professionista con una lunga militanza in vari quotidiani del Veneto e di Milano e Torino. Ha lasciato il lavoro di cronista nei primi anni ‘80 dedicandosi alla libera professione e poi alla collaborazione con TVA Vicenza che gli ha affidato la conduzione di “In Piazza”, settimanale di attualità; laureato in filosofia, ha scritto “Vucumprà”, una raccolta di racconti sull’immigrazione, una biografia su Gino Soldà, l’alpinista di Recoaro che fece parte della spedizione al K2, e “Fimon. La Laguna Perduta”, lavoro storico e di evocazione ambientale sul laghetto che Vicenza ha lasciato a se stesso.

STEFANO FERRIO, scrittore e giornalista, ha lavorato per Il Giornale di Vicenza, Il Gazzettino e L’Unità. Ha pubblicato i romanzi “Il profumo del diavolo” (Marsilio, 2004), “Impressioni di settembre” (Aereostella, 2010) e “La partita” (Feltrinelli, 2011). Per Gabrielli editori nel 2012 ha curato l’edizione del romanzo postumo di Armando Gervasoni “I corvi di Erto e Casso”, dedicato alla catastrofe del Vajont. Attualmente dirige il mensile Detergo.

Informazioni aggiuntive

Dimensioni 14 x 21 cm
Autore

Giulio Ardinghi, Stefano Ferrio

ISBN

978-88-6099-200-0

Anno di Pubblicazione

2013

Pagine

128

Formato

14 x 21

1 recensione per Neri Pozza non è morto

  1. 5 di 5

    :

    Ho conosciuto questo libro tramite la newsletter di Gabrielli Editore, voto 10!
    Molto interessante

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